La Microterapia

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L'evoluzione della mesoterapia: la Microterapia

Le innovazioni per la cura della cellulite consistono più che nell'invenzione di nuove tecniche, nell'evoluzione delle metodiche già esistenti. Un esempio è la microterapia che, rispetto alla classica mesoterapia, offre la garanzia di essere indolore e rispettosa dell'integrità dei tessuti cutanei. Per evitarne gli inconvenienti, infatti, punta sulla superficialità dell'iniezione.

Poiché è solo l'epidermide la parte permeabile della cute, basta penetrare con un ago che superi appena il millimetro per arrivare al derma più superficiale e depositarvi le sostanze anticellulite. Non è vero, infatti, che più il farmaco va in profondità e più è efficace contro la cellulite.



Figura 1 - iniezioni con aghi normali

Fig. 1: Iniezioni con aghi normali



Se si fanno iniezioni nel derma medio profondo si causerà: la rottura dei vasi capillari di medio e grosso calibro, ecchimosi, dolore.

Iniettando a livello del derma superficiale, si evita poi la rottura dei vasi capillari di medio e grosso calibro. Se si iniettassero le sostanze nel sottocute semplicemente con un ago di un millimetro e mezzo, però, non si riuscirebbe a far trattenere il farmaco nell'epidermide. Infatti, al momento dell'estrazione dell'ago, essendo la pelle elastica, tenderebbe a richiudersi espellendo la sostanza iniettata.

Per questo, è stato necessario inventare il S.I.T. (Skin Injection Therapy), un dispositivo monouso collegato a una normale siringa, con cui è possibile iniettare le sostanze e far si che restino "intrappolate" sottocute.



Fig. 2: Microterapia - S.I.T.

Fig. 2: Microterapia - S.I.T.



Con la Microterapia si evitano questi problemi grazie all'utilizzo di uno speciale ago detto S.I.T. (Skin Injection Therapy)

Altro vantaggio della microterapia è di utilizzare come liquido anticellulite una sostanza naturale ipertonica, cioè molto ricca di sali. Poiché nei tessuti interessati dalla cellulite c'è un ristagno cronico di liquidi, se si inietta una soluzione ipertonica si crea un richiamo di liquidi dal tessuto adiposo verso il derma, dove la rete molto fitta di vasi capillari e linfatici assorbe questi liquidi in eccesso.



Fig. 3: Descrizione del S.I.T.

Fig. 3: Descrizione del S.I.T.



Si tratta di un dispositivo monouso collegato a una normale siringa, formato da una parte rigida e concava dal cui centro fuoriesce un ago lungo poco più di un millimetro con il quale è possibile iniettare le sostanze senza che vengano espulse. La forma del S.I.T., permette che la pelle, aderendovi elasticamente, si trasformi in una specie di cupola mentre il microago penetra all'interno dell'epidermide.

In alcuni casi, alla soluzione ipertonica vengono aggiunti enzimi che favoriscono la lipolisi (lo scioglimento dei grassi). Si ha perciò non solo una perdita d'acqua, ma anche un'azione sulla struttura stessa della cellulite.

Se poi ci sono problemi venosi, la soluzione comprenderà anche sostanze capillaro-protettive.



Fig. 4: Funzionamento del S.I.T.

Fig. 4: Funzionamento del S.I.T.



Sollevando il dispositivo dalla pelle, la cupola si appianerà e il foro creato dall'ago, prima tenuto dilatato dalla curvatura della pelle, si chiuderà immediatamente trattenendo il liquido iniettato che sarà poi spinto in profondità dalla forza di appiattimento del tessuto.

La microterapia, consigliata per ogni tipo di cellulite, particolarmente per quelle di tipo edematoso cui garantisce risultati immediatamente visibili, vanta poi la capacità di rassodare le zone interessate, grazie alla sua azione lenta, continua, progressiva.

Non a caso molti chirurghi plastici la consigliano dopo un intervento di liposuzione. La microterapia apre poi nuove strade: al momento quella anticellulite, ma è in fase di studio la somministrazione di sostanze per le cure anti età sul viso, perché non lascia segni sulle zone trattate.





Letto 2126 volte Ultima modifica il Venerdì, 17 Luglio 2015 14:54
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